Dante e la precessione degli equinozi

Dante e la precessione degli equinozi

Dante e il mistero delle "quattro stelle": profezia o scienza?

"Io mi volsi a man destra, e puosi mente / all’altro polo, e vidi quattro stelle / non viste mai fuor ch’a la prima gente".

Sono versi immortali, tratti dal I Canto del Purgatorio. Dante Alighieri esce dall'Inferno, si ritrova sulla spiaggia della montagna del Purgatorio e, guardando il cielo dell'emisfero australe, nota quattro stelle luminosissime.

Per secoli, lettori e commentatori si sono posti la stessa domanda: come faceva Dante a conoscere la Croce del Sud?

Questa costellazione, simbolo dell'emisfero australe (oggi presente sulle bandiere di Australia, Brasile e Nuova Zelanda), è invisibile alle nostre latitudini. Dante non viaggiò mai a sud dell'equatore, né visse all'epoca delle grandi esplorazioni geografiche (la costellazione fu descritta formalmente solo nel XVI secolo da navigatori come Andrea Corsali).

Dunque, Dante ha inventato tutto di sana pianta per una pura allegoria delle quattro virtù cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza)? O c'è una spiegazione scientifica?

Un interessante video di EduINAF (il canale dell'Istituto Nazionale di Astrofisica) ci svela che la risposta risiede probabilmente nella scienza, e in particolare in un fenomeno noto come precessione degli equinozi.

Dante, studioso appassionato di astronomia, conosceva bene il catalogo stellare di Tolomeo. Sapeva ciò che oggi la scienza conferma: la posizione delle stelle cambia lentamente nel corso dei millenni a causa della rotazione dell'asse terrestre (simile a una trottola). Nell'antichità classica, le stelle che formano la Croce del Sud erano effettivamente visibili dal Mediterraneo e dal Nord Africa; Tolomeo le aveva catalogate come parte della costellazione del Centauro.

Con il passare dei secoli, la precessione degli equinozi le ha "spinte" sempre più a sud, facendole scomparire dai nostri cieli. Dante, con la sua formidabile cultura, sapeva che quelle stelle esistevano ma erano diventate invisibili agli uomini del suo tempo.

Un dettaglio che rende la Commedia non solo un capolavoro letterario, ma una sorprendente capsula del tempo astronomica, dove la "prima gente" (Adamo ed Eva, o gli antichi) poteva davvero ammirare ciò che a noi è precluso.

Author

Marco

Mi chiamo Marco, vivo nella Tuscia viterbese, dove sono nato e cresciuto. Una terra intrisa di storia fino agli strati più profondi. Tra i miei interessi principali ci sono le tecnologie digitali, il cinema proiettato su schermo, i Beatles, l'astronomia e la Divina Commedia.