Il Grande Anno Cosmico nel Mulino di Amleto

Il Grande Anno Cosmico nel Mulino di Amleto

"Il mulino di Amleto", di Giorgio De Santillana ed Hertha von Dechend, esplora la persistenza e la diffusione dei miti arcaici attraverso diverse culture e periodi storici. L'autore mette in discussione le teorie evoluzionistiche culturali, come la successione di "strati culturali," suggerendo invece che tradizioni antiche e complesse (spesso legate a civiltà superiori del Vicino Oriente o a sistemi cosmologici) si siano conservate anche in culture considerate "primitive" o in racconti popolari successivi. 
Il testo esamina ampiamente i paralleli mitologici — come le storie di Amleto e Bruto, i diluvi universali, gli eroi come Fetonte e Sansone, e i simbolismi astrologici (ad esempio, il significato di Sirio, Orione e la Via Lattea) — per dimostrare l'esistenza di un linguaggio mitico universale che codifica la conoscenza cosmica e i cicli celesti. 
Nell'opera gli autori criticano la tendenza moderna a semplificare o sottovalutare la complessità della conoscenza mitica, insistendo sul fatto che essa rappresenta una realtà vivente e strutturale distinta dalla storia ordinaria.

Un ruolo fondamentale ne Il Mulino di Amleto è svolto dal fenomeno astronomico della precessione degli equinozi: il Moto Secolare, il Grande Anno di 26.000 anni è il meccanismo fondamentale alla base del tempo cosmico arcaico.

La Precessione e il Grande Anno Cosmico

La Precessione degli Equinozi è descritta come un lento e maestoso moto secolare, causato dal "malvezzo dell’asse terrestre, il quale gira come una trottola". Prolungato fino al polo settentrionale celeste, questo asse descrive un cerchio attorno al polo settentrionale dell’eclittica, che è il "vero ‘centro’ del sistema planetario".

Il Grande Anno (o ciclo di precessione) è definito dal tempo necessario a completare questa rotazione:

  • Il tempo che l'asse prolungato impiega per ruotare intorno al polo settentrionale dell’eclittica è di circa 26.000 anni.
  • Questa durata è anche specificata in modo più preciso come 25.920 anni (il periodo necessario affinché il giroscopio terrestre compia una rivoluzione completa).
  • Gli equinozi (i punti di intersezione dell'eclittica con l'equatore), che oscillano a causa del movimento dell'asse terrestre, si spostano lungo l'eclittica con la stessa velocità di 26.000 anni.

Questo lento spostamento venne riconosciuto come il "lento moto del piano inclinato celeste" che si compie in un Grande Anno di 26.000 anni.

Il concetto del Grande Anno incarnava la fede, espressa da alcuni pensatori antichi, secondo cui "tutti i moti avrebbero riportato tutti i pianeti alla medesima configurazione originaria".

Il Moto Secolare come Misura delle Età del Mondo

Nell'ambito della cosmologia arcaica, il moto di precessione era di importanza fondamentale, poiché dettava il ritmo del cambiamento e del destino:

  1. Lancetta del Tempo: La posizione del sole tra le costellazioni all'equinozio di primavera fungeva da "lancetta che segnava le ‘ore’ del ciclo di precessione".
  2. Durata delle Età: Queste "ore" erano estremamente lunghe, poiché il sole equinoziale permane in ciascuna costellazione zodiacale per circa 2200 anni.
  3. Destino Cosmico: Si attribuiva a questo fenomeno la causa dell'"ascesa e la catastrofica caduta delle età del mondo". Questo moto secolare era visto come il "vasto disegno imponetrabile del fato stesso, ove un’età del mondo subentrava all’altra". Ogni età era definita dal segno zodiacale in cui si trovava a sorgere il sole equinoziale (ad esempio, l'Età dell'Ariete, seguita dall'Età dei Pesci, l'era attuale).
  4. Cambiamento del Polo: Il moto secolare causava anche lo spostamento della Stella Polare (ad esempio, $\alpha$ Draconis intorno al 3000 a.C. e Vega nel 14.000 d.C.), un cambiamento che gli antichi erano in grado di seguire. Parecchi miti narrano di come la Polare venisse "abbattuta o comunque rimossa dalla sua sede," segnando la fine di un'età e l'avvento di "un nuovo cielo e una nuova terra".

Gli studiosi che hanno redatto le fonti credono che l'Età Arcaica (il lontanissimo passato) avesse basato il suo computo del tempo a lungo termine proprio sulla Precessione. I mutamenti cosmici non erano visti come eventi casuali, ma come un "processo astronomico" che determina le età del mondo.

Il Cosmo come Orologio

Gli antichi concepivano l'universo come un unico vasto sistema paragonabile a un "orologio dai molti quadranti". Questo immenso orologio non solo includeva i moti planetari e la rotazione diurna, ma anche il lentissimo moto secolare del Gran Giroscopio, dal quale il termine "secolare" nella fisica meccanica ha avuto origine.

L'astronomia arcaica si concentrava sui tempi: l’elemento cruciale era quanto tempo fosse necessario a un pianeta per completare il proprio periodo. Il Grande Anno era un simbolo ciclico dell'eternità, che descriveva le Generazioni del Tempo stesso.

In contrasto con la visione antica, oggi la Precessione è considerata un "fatto assodato" ma "irrilevante" e una "noiosa complicazione" che non ha attinenza con le vicende umane.

Il movimento secolare della Precessione (o del Grande Anno) può essere immaginato come un processo che dà le misure al mondo. Ad esempio, lo spostamento del Trigono delle Grandi Congiunzioni (di Saturno e Giove), che impiega circa 2400 anni per percorrere lo zodiaco, fungeva da strumento per puntualizzare il ritmo quasi impercettibile della Precessione stessa, agendo "per così dire da verniero" su questo ciclo massimo.

In sintesi, il "moto secolare" del Grande Anno di circa 26.000 anni è per le fonti l'espressione massima della Precessione degli Equinozi, il ritmo fondamentale che governa il cosmo arcaico e determina la successione ciclica delle età del mondo. Questo ciclo era per l'antichità un concetto di una "solenne grandiosità", come un'immensa e lenta macchina del tempo.


Analogia per la comprensione del Moto Secolare (Precessione):

Immaginate un'enorme clessidra: il Grande Anno di 26.000 anni. Ogni granello di sabbia che cade rappresenta un giorno, ma il lentissimo spostamento dell'intera clessidra attraverso i dodici segni dello zodiaco è il Moto Secolare. Le età del mondo (Toro, Ariete, Pesci, ecc.) sono le tacche esterne della clessidra. Gli antichi non guardavano solo i granelli che cadevano velocemente (i giorni), ma l'intero, lentissimo movimento della clessidra, vedendovi il grande e immutabile disegno del Fato, la cui conclusione (la fine di un'età) è predeterminata, anche se la durata appare infinita per una vita umana.

Author

Marco

Mi chiamo Marco, vivo nella Tuscia viterbese, dove sono nato e cresciuto. Una terra intrisa di storia fino agli strati più profondi. Tra i miei interessi principali ci sono le tecnologie digitali, il cinema proiettato su schermo, i Beatles, l'astronomia e la Divina Commedia.